Il circolo del poker (Intestazione)



Gli assi sono più lunghi della vita e più grandi delle montagne. Mike Caro

mercoledì 19 maggio 2010

Filosofia del poker


Vorrei segnalare un bel libro di Fabrizio Mercantini sul poker, che contiene consigli pratici di gioco ma soprattutto racconti di partite al tavolo verde. Sullo sfondo un'idea di base: il poker come metafora della vita. Il libro è del 2005, edito da "Guanda". Ecco le note di copertina:

"Un libro che non ci guida soltanto a scoprire in che cosa consiste il poker e quali sono le sue regole d’oro. Attraverso il filtro delle cinque carte ci spinge inesorabilmente a vedere, tolto ogni velo moraleggiante, qualcosa in più di chi siamo, al tavolo verde e fuori: degli ostinati, privi di brillantezza e di fantasia, o degli ottusi, che come certi generali non si arrendono mai? Dei vanitosi, concentrati nell’esibizione più che nel gioco, oppure dei pedanti, che devono sempre esprimere il proprio parere, di norma non richiesto? Dei riflessivi o dei frenetici, degli idealisti o dei lamentosi?
Lo specchio è impietoso, ma Mercantini, che si definisce un giocatore pigro, ci concede qualche pausa, regalando divagazioni letterarie e cinematografiche, curiosando nelle corti del Settecento e sui battelli che risalivano il Mississippi, o rievocando partite esemplari, come quelle che si giocavano alla Fanciulla del West, celebre bar di Lucca. Ci fa anche incontrare un giocatore di professione, rigorosamente protetto dall’anonimato: un impiegato di banca che un giorno ha deciso di avere a che fare con i soldi a modo suo. Perché non è il denaro il vero scopo del giocatore di poker, insegna Tommaso Landolfi, che di queste cose se ne intendeva. Nessun vero giocatore accetterebbe di vincere, anche somme rilevanti, senza giocare: ne andrebbe della sua dignità di giocatore, che per lui è più importante di quella di uomo. E soprattutto gli verrebbe a mancare la chance sovrana e più imperiosa: quella di perdere."


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